giovedì 11 novembre 2010

gnocchi, burro e cannella

Tutti noi abbiamo un piatto del cuore, piatto che abbiamo visto fare dalle nostre mamme e nonne e che, ogni volta, ci riporta a gesti rituali, antichi e familiari: per me sono gli gnocchi. Ricordo mia mamma e mia nonna in cucina: prima preparavano l'impasto, poi i tocchetti che venivano passati sulla grattugia; a me spettava il compito di distribuirli nei vassoi infarinati. Quando li preparo ora io, dentro c'è un po' di quella emozione mista a solennità che provavo da bambina. E poi per noi veronesi hanno un significato in più: il "papà del gnoco" è la maschera più famosa di Carnevale.
Questa è la preparazione classica, senza l'aggiunta dell'uovo. Richiede forse qualche piccola attenzione in più, ma è molto semplice.
E poi, come si dice, tutto dipende dalle patate.......


Gnocchi di patate al burro e cannella

ingredienti per 4 persone - tempo preparazione 20 min + cottura patate

- 1 kg di patate a pasta bianca (sono da preferire quelle vecchie)
- 300 g. di farina 00
- sale
- burro
- cannella macinata
- Parmigiano grattugiato


Si lavano le patate intere, senza pelarle, e si mettono in una pentola con acqua fredda. Si porta ad ebollizione, si aggiunge del sale grosso. Quando sono morbide (bisogna stare attenti a non far rompere le patate) si scolano e si tengono al caldo. Si sbucciano e si schiacciano con lo schiacciapatate o con il passaverdura, si aggiunge la farina, un pizzico di sale e si impasta fino ad ottenere una pasta soda e omogenea.
Su un piano infarinato si divide la pasta in tanti pezzi che si arrotolano, lavorandoli con il palmo delle mani, fino a ottenere un cordoncino dello spessore di un dito. Lo si taglia a pezzetti lunghi circa 3 cm. che si infarinano e si schiacciano leggermente, uno alla volta, contro una  grattugia rovesciata usando l'indice e il dito medio. Questo per dare la forma caratteristica. Si può usare anche la forchetta o l'attrezzo adatto a rigare gli gnocchi, o evitare questo passaggio: il risultato non cambia nel sapore, ma solo nell'aspetto.
La preparazione del condimento è semplicissima, basta  far fondere del burro in un tegame, dove dopo andranno saltati gli gnocchi, ed aggiungere della cannella. Nella bassa veronese si mette anche un po' di zucchero; a me personalmente non piace molto questa variante.
Gli gnocchi vanno cotti in abbondante acqua salata e sono pronti appena vengono a galla; si tolgono con una schiumarola e si mettono nel tegame dove si saltano aggiungendo il Parmigiano grattugiato.

P.S. piccoli segreti
E' molto importante lavorare con le patate calde: più si impastano calde, meno corriamo il rischio di avere sorprese e di dover mettere troppa farina, che renderebbe gli gnocchi collosi e non equilibrati nel sapore. Quindi, secondo me, il segreto è uno: scottarsi un po' le mani quando si impasta! La quantità di farina è indicativa perché può capitare che la patata "chiami" farina aggiuntiva; ci vuole solo un po' di esperienza, l'impasto deve risultare morbido ma lavorabile. Io provo sulla grattugia: se si appiccica aggiungo ancora della farina.

martedì 9 novembre 2010

risotto, Amarone e altri peccati

Ci sono piatti in cui, secondo me, il burro è insostituibile: uno di questi è il risotto. Sicuramente utilizzando l'olio tutto risulta più leggero, ma vuoi mettere la morbidezza di sapore che regala il peccaminoso burro!?... Riso, burro e Amarone: una combinazione perfetta, una sintesi di sapori della mia terra. Mi piace preparare questo piatto quando ci sono gli amici perché è semplice e veloce. Il risultato è garantito, a patto di utilizzare un buon Amarone. E la mantecatura finale con Parmigiano e burro diventa l'atto finale di un piatto dove ho indugiato con qualche peccato di gola.


Risotto all'Amarone

tempo di preparazione: 25 minuti
ingredienti per 4 persone:

- 320 g. di riso Carnaroli o Vialone Nano
- mezza bottiglia di vino Amarone
- un cucchiaio di  cipolla bianca tritata
- burro
- Parmigiano grattugiato
- brodo vegetale

In una casseruola soffriggere con del burro la cipolla tritata finissima, a fuoco basso. Aggiungere il riso e farlo tostare mescolando continuamente: il riso è pronto quando tutti i chicchi sono diventati leggermente traslucidi perché hanno assorbito il burro.
Versare tutto in una volta l'Amarone (io lo scaldo mezzo minuto nel microonde, non so se è canonico ma evita di abbassare troppo la temperatura del riso). Aggiungere  il brodo vegetale (caldissimo), poco alla volta, e mescolare per evitare che il riso si attacchi.
 Negli ultimi 2 minuti aggiungere brodo con attenzione perchè il risotto non risulti troppo liquido e non sia "all'onda". Il tempo di cottura, calcolato da quando è stato aggiunto il vino, è di 15 - 17 minuti, dipende dal tipo di riso. A questo punto mantecare con burro e Parmigiano, assaggiare per regolare il sale e servire subito.

PS: per preparare il brodo vegetale: mettere due carote, una cipolla e due pezzi di sedano in una pentola con dell'acqua fredda. Portare ad ebollizione, salare e lasciare cuocere per circa 1 ora.

domenica 7 novembre 2010

sbrisolona, pianura e sentori di nebbia

Nebbia, nebbia che avvolge e rende tutto un po' magico e che ha un odore particolare, unico. Nebbia nella pianura padana: ecco la sbrisolona... mi fa venire in mente una domenica di novembre con la nebbia. Forse è perchè alla base di questo dolce tipico della zona di Mantova, c'è la farina di mais. Forse è perchè questo dolce, dall'aspetto rude come i contadini della pianura, in realtà rivela un anima dolce e armoniosa che invita alle chiacchere e a continui "assaggi".
E' sicuramente un dolce facile da preparare; ma la cosa che mi piace di più è il rito della "rottura": il dolce va ridotto a pezzi nel piatto di portata da dove ogni commensale si serve, celebrando così il piacere della condivisione.

TORTA SBRISOLONA

tempo preparazione: 20 min + 40 min cottura in forno

Ingredienti:
- 150 g. farina bianca
- 150 g. farina gialla finissima (fioretto)
- 150 g. zucchero
- 150 g. burro
- 150 g. mandorle
- 1 uovo e 1 tuorlo
- una bustina vanillina o la scorza grattugiata di un limone 

Per prima cosa si tritano le mandorle: io le metto in uno telo da cucina e le schiaccio con un batticarne lasciando qualche mandorla a pezzi più grossi. Su una spianatoia si dispongono le 2 farine a fontana; si mettono al centro le mandorle, lo zucchero, la vanillina o la scorza del limone (che personalmente preferisco), l'uovo ed il tuorlo, infine il burro a pezzetti che prima si deve lasciare ammorbidire a temperatura ambiente.
Si lavorano rapidamente gli ingredienti con la punta delle dita: l'impasto deve risultare leggermente sgranato. Quindi non va lavorato troppo a lungo.
A questo punto si sbriciola l'impasto con i polpastrelli direttamente in una tortiera imburrata e infarinata, facendo attenzione di ricoprirla tutta. Questo per evitare il più possibile di dover rimaneggiare l'impasto e di schiacciarlo.
Si cuoce in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti circa: la torta deve colorirsi leggermente ma non scurire troppo.
gnam gnam.....